La cura dell’aspetto estetico ha assunto negli ultimi decenni un’importanza esponenziale e ciò è dimostrato dalla notevole crescita di medici chirurghi estetici iscritti all’albo e dalla progressiva crescita di cliniche di cura della bellezza.
Il cambiamento più radicale lo si è avuto dagli anni ’90, periodo durante il quale ovunque, a partire dai canali televisivi e di comunicazione, dal marketing alla vita sociale, hanno iniziato a diffondersi modelli differenti da quelli naturali e semplici del passato. Basta fare una rapida carrellata mentale delle presentatrici/ ori televisivi, degli attori, delle testimonials di moda celebri negli anni ’90 e riflettere su come questi personaggi hanno affrontato il passaggio al XXI secolo e quindi ad una stagione della vita nuova: sono veramente pochi i personaggi che non si sono affidati ad una
chirurgia clinica per rimediare agli effetti della prima ruga sul viso, che quasi in preda ad un effetto domino, ha dato il via alla formazione della seconda, della terza ed ha soprattutto creato un nuovo tipo di approccio nei confronti della propria fisicità da parte dei soggetti interessati. Oggigiorno chiunque abbia passato i 35-40 anni seppur in maniera bonaria, non può fare a meno di notare e di dare una particolare attenzione alle prime formazioni rugose che spuntano sul viso. Tracce del proprio trascorso? Segni di saggezza? Tratti distintivi della propria persona e caratteristiche distintive che ci rendono più interessanti? Per molti sono semplicemente segni anti-estetici del tempo che quindi vanno eliminati o attenuati, se possibile.
Non tutti infatti ricorrono alla chirurgia plastica estetica per stravolgere i propri lineamenti, come a volte ci inducono a pensare i e grotteschi ed eccessivi “esperimenti” delle star più famose: da Cher a Meg Ryan, da Tom Hanks a Michael Douglas, citando anche le nostrane Parietti, Donatella Versace e la deputata Santanchè. Questi infatti sono i casi palesemente estremi, che non hanno portato al ringiovanimento di un volto, ma ad un vero e proprio stravolgimento.
Le persone che si rivolgono ad una clinica estetica per migliorare il proprio aspetto con strumenti non eccessivamente invasivi e soprattutto non deformanti nei confronti dei loro tratti naturali sono moltissime, molte più di quante possiamo immaginare ed il senso della chirurgia estetica, secondo il pensiero di molti adesso, dovrebbe essere proprio questo, ovvero uno strumento per restituire al viso la freschezza degli anni passati e per distendere i tratti che segnano il viso e che mettono in luce a volte le preoccupazioni ed i problemi che ci hanno coinvolto durante la nostra vita.
Per chi soffre di patologie della vista e vuole donare al proprio viso un aspetto più giovane vi sono delle soluzioni meno invasive della chirurgia clinica: in tutta Italia ormai esistono dei centro oculistico specializzati in oculistica che effettuano operazioni di chirurgia refrattiva che permettono ai pazienti di rinunciare finalmente agli odiati occhiali – che nel caso di gravi danni alla vista oltre che antiestetici sono anche decisamente scomodi- e consentono loro di ottenere, dopo un semplice ricovero in day hospital, una vita totalmente nuova. Non solo le lenti degli occhiali, se molto potenti, rimpiccioliscono gli occhi, ma a lungo tempo le stanghette degli occhiali e gli occhiali stessi possono creare dei solchi sul viso, dovuti al peso dell’occhiale stesso. A seguito dell’operazione che pur non implica nessun cambiamento visibile al viso, l’aspetto dei pazienti operati appare sicuramente ringiovanito e più piacevole.

Serena Rigato
Prima Posizione srl- esportare in cina


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