Che cos’è il bondage

Sentiamo spesso parlare di bondage ma non sappiamo di cosa si tratti realmente.
Il mondo del bondage è vasto e la parola significa letteralmente ‘schiavitù’ ma tutto questo non deve apparire come qualcosa che costringe e limita la libertà.
Il bondage è una delle tante pratiche amatorie che da qualche anno è uscito dalla clandestinità e come tutte le altre discipline sadomatistiche, viene apprezzato sempre di più dai cultori delle pratiche amatorie non convenzionali.
La disciplina diffusa in passato dalle geishe, prevedeva un cerimoniale fatto di canti e qualche passaggio di sesso mentre oggi la pratica si è evoluta e si effettua in modo sano sicuro e consensuale senza nessun rito iniziale.
Non è nulla di peccaminoso e non si tratta di una perversione ma di un sottilissimo gioco fondato principalmente sulla fiducia tra i partner e chi è sottomesso si affida completamente al suo compagno perché sa che nel momento in cui vuole smettere, basta una parola ed il gioco terminerà senza problemi.

I vari tipi di bondage

La disciplina del bondage non è unica ma se si vogliono seguire le vere regole che determinano questa pratica, bisogna conoscere le tecniche amatorie che hanno antiche radici.
Il light bondage è quella tecnica più soft delle altre poiché consente di legare solo mani e piedi ed è la tattica utilizzata dalle coppie che non sono pratiche nell’annodare le corde attorno al corpo del compagno sottomesso.
Il mondo del bondage inteso nel vero senso della parola, prevede delle forme di annodamento molto più complesse che, talvolta, impediscono addirittura che il sottomesso tocchi la pavimentazione sottostante.
E’ chiaro che chi ha queste fantasie deve conoscere alla perfezione i metodi di annodamento altrimenti si rischia di causare del male al compagno, perché le corde potrebbero impedire al sangue di circolare correttamente.
E’ bene sottolineare che durante la pratica non è necessario avere un rapporto sessuale completo perché l’appagamento che si trae non proviene dalla penetrazione, bensì dall’eccitazione che il sottomesso prova sentendosi in balia del suo padrone che allo stesso tempo, gode perché il ‘costretto’ è a sua completa disposizione.

Le tecniche e gli strumenti

Le tecniche dell’arte del bondage sono varie e si basano sull’uso delle corde e su materiale metallico.
Il metal bondage, in particolare, è la tecnica che prevede l’uso di manette e catene.
Il Karade, invece, prevede una vera e propria cultura sull’utilizzo delle corde di colore bianco e nero che durante la legatura devono formare una sorta di ragnatela sul corpo del sottomesso.
Lo Shingiu è leggermente diverso dalle altre tecniche perché prevede la legatura solo sul seno della donna sottomessa ed assomiglia allo Shibari dove viene legato solo il torace.
Infine c’è la tecnica Surakambo che consiste in una specie di imbracatura che parte dalle zone inguinali.
Il mondo del bondage si allarga anche alle sospensioni che richiedono una grande dimestichezza con le corde perché il sottomesso viene alzato da terra e lasciato dondolare.


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