L’intervento di otoplastica prevede il rimodellamento ed il riposizionamento delle orecchie sporgenti, dette ad ansa o a sventola, fonte di grande disagio psicologico per grandi e bambini. Il Servizio Sanitario Nazionale non sostiene i pazienti che si sottopongono a quest’intervento (salvo casi molto particolari) perchè ritenuto un trattamento estetico e non funzionale, nonostante sia l’unico intervento a cui hanno diritto pure i bambini, vittime dello scherno dei loro coetanei.

L’otoplastica si può eseguire su entrambe le orecchie (bilaterale) oppure su uno, si effettua in regime di day hospital per cui non è prevista la notte fuori casa. Ci si rivolge ad un chirurgo plastico estetico, per correggere forma e dimensione del padiglione auricolare e per l’accentuata sporgenza. Come ogni intervento che si rispetti, una visita preliminare con lo specialista è necessaria per individuare la tecnica più idonea e scegliere se effettuare l’anestesia generale oppure no, quella locale è la più praticata, accompagnata da una lieve sedazione per i pazienti un po’ più ansiosi.

La durata dell’intervento è di circa 60 minuti, indolore, unico fastidio l’utilizzo di una fasciatura compressiva per le prime 48 ore, e indossare una fascia simil tennista per 3 settimane successive all’intervento, solo la notte, queste precauzioni sono indispensabili per proteggere la parte operata.

Nel caso in cui l’otoplastica deve ricostruire in seguito a traumi o brutti incidenti le strutture auricolari, l’ operazione sarà più delicata e le cicatrici più visibili. Inoltre non sempre i pazienti vengono informati sulle diverse tecniche utilizzate per correggere questo inestetismo, la più sicura e predicibile è inevitabilmente quella che rimodella la cartilagine, che richiede sempre una mano esperta. Nel caso sia un minore a sottoporsi all’intervento, è necessaria la firma di entrambi i genitori.

Generalmente l’incisione dell’otoplastica viene fatta dietro l’orecchio, all’interno della loro piega naturale, mentre la cartilagine verrà rimodellata e fissata con suture apposite. Pertanto un’ otoplastica eseguita in età infantile (almeno 6 anni) raddoppia i vantaggi, quello di eliminare il trauma di esser presi in giro, e quello di rendere più semplice l’intervento data la tenerezza e la malleabilità della cartilagine.

Dott. Raffaele Rauso


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