Guida aggiornata ai paradisi fiscali

Sebbene molti scandali di rilevanza mondiale e conseguenti nuove leggi abbiano modificato l’organizzazione fiscale di numerose nazioni, una guida ai paradisi fiscali si può sempre stilare, perché ci vuole poco ad avere un sistema tributario più favorevole dell’Italia. Innanzitutto il concetto di paradiso fiscale è riferito a quegli stati nei quali, oltre ad esserci una tassazione ridotta, vige il segreto bancario e il fisco italiano non può conoscere quali capitali siano versati dai risparmiatori esteri. Sono paesi che vivono sugli investimenti provenienti dall’estero, magari in apparenza sono poverissimi, ma hanno le banche più ricche della terra. Le persone versano i propri capitali in questi posti dove la burocrazia è molto ridotta se non quasi inesistente, le tasse convenienti e la privacy assoluta. Oltretutto i costi di gestione dei conti bancari sono minimi, sia dal punto di vista fiscale che operativo.

La fuga dei capitali all’estero e la creazione di società offshore è un fenomeno che è in atto da sempre, perché mantenere un conto corrente bancario in Italia talvolta dà luogo più a spese che a guadagni, per non parlare delle tasse sulle ditte individuali o le aziende. Un imprenditore che vuole vivere in Italia con il reddito prodotto da una ditta individuale se lo può scordare, perché i soldi non gli basteranno neanche per pagare tutte le tasse. La burocrazia italiana è notoriamente tra le più intricate al mondo ed è per questo che tanti fondano società all’estero. Una guida ai paradisi fiscali aggiornata va modificata continuamente, perché le leggi cambiano e in questi paesi a volte oltre ai risparmiatori si intrufolano anche le organizzazioni malavitose per riciclare denaro sporco. I paradisi fiscali sono sempre nel mirino della guardia di finanza, che cerca di ostacolare in tutti i modi possibili le transazioni con loro.

Il motivo di tanto ostracismo è che le società offshore spesso mascherano organizzazioni ben più grosse dedite ad attività illegali e i paesi a fiscalità privilegiata non sono solamente la meta di pensionati che vogliono vivere nel lusso gli ultimi anni della vita. Qualche paradiso fiscale è rimasto, ad esempio le Bermuda, Hong Kong, Singapore e le isole Cayman. In Europa c’è il ben noto principato di Monaco, ma anche il Lussemburgo non scherza: il reale patrimonio delle azioni lussemburghesi non si può quantificare e il valore di quelle quotate sui principali listini del mondo da parte di società con sede in Lussemburgo è immenso. Per avere una guida ai paradisi fiscali costantemente aggiornata bisogna tenersi informati, la black list viene stilata ogni anno, le leggi cambiano e la lotta all’evasione fiscale è sempre più serrata.


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