Milano di quale cultura ha bisogno per essere una città contemporanea e internazionale? Su questo e su altri interessanti spunti, commenta e riflette Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, all’interno del suo libro di recente pubblicazione, dal titolo “Milano e le sue rotte obbligate. Le acque che ci tocca navigare. Appunti per una cittadinanza sostenibile” (Edizioni Guerini e Associati).
In particolare, Galli sostiene la necessità di sviluppare, con determinazione e intraprendenza, lo slancio che la città ha conosciuto durante l’Expo 2015, tenendo viva la vocazione di vivere da protagonista il mondo contemporaneo. Nel testo vengono individuate e definite le rotte migliori da percorrere, per proiettare Milano nel panorama internazionale, facendo tesoro dell’esperienza positiva di Expo e rendendola sempre più attrattiva e appetibile agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, attraverso la cultura, che è un elemento fondamentale e indispensabile per riuscire a concretizzare questo importante obiettivo.
Galli porta con sagacia il lettore a valutare attentamente la scelta che oggi si pone dinanzi ai cittadini che vogliono partecipare e condividere le sfide della complessità del mondo che viviamo. Le rotte di cui si parla sono quelle tracciate proprio dalla vocazione internazionale di Milano. L’esperienza di Expo ha fatto non solo ritrovare alla città il suo ruolo simbolico di guida del Paese, ma ha esaltato il suo potenziale verso il mondo, lanciandola stabilmente nel marketing urbano globale: dopo il decennio di Barcellona e poi quello di Berlino, ci sono così tutte le condizioni per puntare ad avere un decennio di Milano come Città-Mondo. Questa preziosa opportunità è a portata di mano, anche se bisogna però fare i conti con le emergenze odierne da gestire e affrontare con soluzioni efficaci e incisive.


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