Tra gli interventi che si sono susseguiti al World Economic Forum, allestito a Davos, si segnala anche quello di Giuseppe Recchi, Presidente Esecutivo di Telecom Italia, il quale ha analizzato gli scenari futuri, in particolare in Italia, per il mondo delle tlc.

Giuseppe Recchi, Presidente Esecutivo di Telecom Italia

World Economic Forum: l’intervento di Giuseppe Recchi

“L’Italia offre condizioni di produzione eccezionali e grandi opportunità ma fare impresa nel Bel Paese è un mestiere da eroi”: Giuseppe Recchi, manager alla guida di Telecom Italia, si è espresso in questo modo al World Economic Forum, importante evento tenutosi a Davos. Il suo intervento si è soffermato su tematiche di stretta attualità e si è aperto con un commento sull’evento dell’anno, ovvero l’elezione a Presidente degli Stati Uniti di Donald Trump. A tal proposito, Recchi ha infatti sottolineato come sia necessario evitare ogni pregiudizio ideologico di sorta perché la demonizzazione dell’avversario fa male alla democrazia ed è sul lungo periodo controproducente. L’intervento si è poi spostato sul settore delle telecomunicazioni, stretto attualmente fra l’incudine della net neutrality e la necessità che i vari protagonisti della scena siano in grado di trovare una strada per una crescita economica sostenibile.

Giuseppe Recchi: lo scenario italiano e le sfide per il futuro

Parlando del contesto italiano, Giuseppe Recchi ha posto l’accento sui listini del nostro Paese, i più bassi d’Europa. L’obiettivo, ha aggiunto, è la ricerca di una qualità dei contenuti che sia anche molto diversificata, seguendo il modello delle società statunitensi. Divenuta già distributore di contenuti, Telecom Italia mira infatti a diversificare e, attraverso intese con Sky e Netflix, è entrata nel mercato della coproduzione. In chiusura di intervento, Giuseppe Recchi si è soffermato sulla presunta offensiva francese per conquistare l’Italia, smentendola categoricamente. In passato, secondo il manager, è stato applicato un metodo sbagliato: l’italianità non è un valore in sé, conta principalmente la capacità del sistema economico di essere attrattivo. L’opportunità esiste e quando non sono gli italiani stessi a coglierla, è giusto aprirsi anche al di fuori dei confini nazionali. Tutto questo è figlio di una politica che ha portato allo scoraggiamento degli imprenditori attraverso una serie di questioni burocratiche e impedimenti.


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