Si è aperto oggi il blog personale di Giulio Lolli, www.giuliololli.it, in cui l’armatore riminese racconterà i problemi del mondo arabo visti dagli occhi di un italiano che vive e lavora in Libia da anni.

Fuggito infatti dall’Italia nel 2010 a seguito del fallimento della Rimini Yacht, la sua società di vendita di barche di lusso, Giulio Lolli è stato in Tunisia, poi in Algeria e infine in Libia, dove, nel gennaio del 2011 un mandato di cattura internazionale ha interrotto la sua fuga.

Recluso nelle carceri libiche, Lolli ha assistito da dietro le sbarre allo scoppio della Rivoluzione di Febbraio e dopo qualche mese, evaso dal carcere con altri prigionieri, si è unito ai ribelli e ha combattuto al loro fianco la battaglia decisiva di Bab Al Jazia contro il regime di Gheddafi.

Da allora Lolli è rimasto a Tripoli, dove vive tuttora come libero cittadino, dal momento che il tribunale libico ha respinto per ben tre volte la richiesta di estradizione proveniente dall’Italia. Convertitosi all’Islam e assunto il nome di Julyo Karim, Lolli lavora ufficialmente come consulente e capitano di corvetta presso la Marina militare di Al Nawassi che dipende dal Ministero della Difesa del Governo Di Tripoli.

In questo suo nuovo ruolo Lolli insegna ai libici i rudimenti della navigazione e partecipa regolarmente a missioni via mare durante le quali porta rifornimenti, medicinali e beni di prima necessità alle popolazioni delle città bombardate e trae in salvo i feriti e gli sfollati della guerra civile che dilania il paese.

C’è da aspettarsi dunque che “l’ultimo Avventuriero”, come Lolli è stato soprannominato, utilizzerà il suo nuovo blog per raccontare la Libia vista dall’interno, per esprimere le proprie opinioni sulle questioni del mondo arabo in generale e, perché no, anche per chiarire la sua posizione riguardo alle accuse che la magistratura italiana gli muove.


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