Giovanni Leonardo Damigella è il fondatore dell’affermata azienda ragusana Mondial Granit Spa, partner di spicco della seconda edizione del “Premio Margherita Hack”, che si terrà domenica 28 giugno 2015 presso Palazzo Leti Sansi, nel centro storico di Spoleto, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. Imprenditore di successo, Damigella nutre una profonda stima per Madre Teresa di Calcutta, che ha avuto occasione di incontrare di persona quand’era ancora in vita. Di seguito un’intervista, in cui ci racconta come è avvenuto il suo incontro con la caritatevole religiosa e le sue impressioni:

1) Dottor Damigella, quando e come è nata l’occasione del suo incontro con Madre Teresa di Calcutta?

Era il 1995 e lo ricordo come se fosse ieri. Vorrei però spiegare un fatto antecedente, che ritengo sia stato una cosiddetta casualità non casuale: all’epoca andavo in India per lavoro ogni due mesi e mi capitò una situazione strana durante uno di questi viaggi, poiché mentre dormivo ho sentito male ad una spalla e svegliandomi mi sono accorto, che un tedesco mi aveva fatto cadere sulla spalla una bottiglia di whisky. L’ho redarguito con parole decise e per fortuna, che non mi ha preso sulla testa, altrimenti forse le conseguenze sarebbero state molto più gravi. Alla discesa mi sono accorto, che aveva lasciato lì la bottiglia di whisky e pure la macchina fotografica. Per non fare prendere la colpa al personale dell’aereo sulla bottiglia ho recuperato il tutto, la bottiglia l’ho regalata a chi mi è venuto a prendere in aeroporto, mentre la macchina fotografica me la sono portato dietro, fino all’incontro fatidico con Madre Teresa.

2) Dove vi trovavate? È stato il primo e unico incontro tra voi?

Eravamo entrambi in aereo per l’India e lei era accompagnata da 5-6 suore. Dopo questo episodio speciale che porto indelebile nella memoria e porterò sempre nel cuore non ho più avuto l’opportunità di rivederla.

3) Come si è svolto l’incontro? Di cosa avete conversato?

Lei stava raccogliendo dei formaggini rimasti da destinare ai poveri. Io l’avvicino e prendo 200 dollari dalla tasca e glieli consegno dicendole che sono per i suoi poveri. Lei mi chiede un foglio su cui scrivere e sulla rubrica che le consegno di suo pugno scrive “Dio ti benedica. Madre Teresa”. Questo foglio, che ha per me un valore simbolico enorme lo conservo e lo custodisco incorniciato, emozionandomi e commuovendomi ogni volta che lo guardo.

4) Era da solo oppure con altre persone a suo seguito?

C’era insieme a me mio figlio Vincenzo. Madre Teresa lo ha fatto inginocchiare e gli ha impartito una benedizione solenne. Mentre siamo scesi mi sono ricordato della macchina fotografica del tedesco, che era rimasta nel mio bagaglio per quei mesi. Nel rullino c’erano 36 foto pronte da scattare, così con mio figlio abbiamo fotografato Madre Teresa, che si è prestata agli scatti con grande disponibilità. Questo mi ha permesso di poter avere tante foto con lei tutte realizzate in originale.


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