Halibut Gioielli celebra la Festa del Papà sostenendo i bambini della Onlus My Name Is Help

 

«Papà raccontami di Watamu e di quella volta che…». Inizia così il viaggio di Halibut Gioielli, il brand che incarna il nuovo volto del design italiano, nel mondo della solidarietà: con la partnership siglata con My Name Is Help, Onlus bergamasca che sostiene e migliora il livello di istruzione dei bambini orfani della zona di Watamu, in Kenya.

Una collaborazione che prende avvio, non a caso, nel giorno dedicato alla Festa del papà, sabato 19 marzo, e che si protrarrà fino a fine maggio. In questo arco di tempo, infatti, Halibut Gioielli, devolverà il 10% del ricavato dalla vendita dei suoi bracciali (tutti i modelli), all’associazione che 11 anni fa creò nel villaggio keniano un asilo per accogliere, accudire e avviare all’istruzione i bambini orfani del luogo. Un polo a cui oggi si sono aggiunti un centro di aggregazione, un dormitorio, le cucine e il refettorio: luoghi che garantiscono ai piccoli la cura e l’affetto di cui tanto necessitano.

«La Festa del papà è alle porte e abbiamo scelto di celebrare questa ricorrenza con un pensiero speciale rivolto a tutti quei bambini che un papà purtroppo non ce l’hanno. Vogliamo fare il possibile per donare loro un sorriso. Dopotutto, le nostre creazioni sono simbolo di sogni, di energia positiva, di libertà. E allora desideriamo che il nostro messaggio di coraggio e la nostra azione di supporto arrivi forte fino a Watamu e anche oltre. Perché tutti insieme possiamo fare molto, per tanti. E poi i papà, sono o non sono i super-eroi per eccellenza?» – ha commentato Fabio Bertacchi CEO di Halibut Gioielli.

«Siamo felicissimi. Il nostro è un progetto non inscrivibile all’interno di nessuna religione e nessun partito, che nasce dalla volontà e dall’altruismo di ogni singolo e libero individuo. Come accade adesso per Halibut: una realtà simbolo di gioia, di serenità, di autenticità nelle relazioni: valori che tutti dovremmo riscoprire. E quale migliore occasione per celebrare questo incontro se non il giorno di San Giuseppe? Ci auguriamo che questa generosità coinvolga sempre più persone, perché solo lavorando insieme potremo offrire a questi bimbi un futuro vivibile e liberarli dalla prigione dell’analfabetismo» – ha dichiarato Fanny Coffetti Presidente di My Name Is Help.


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