Il coaching sportivo di Formenergy: competenze manageriali a favore dello sport.

Formenergy è un network di consulenti specializzati nel coaching e nella progettazione “ad hoc” di formazione avanzata a supporto della crescita del “know how” nelle aziende, nella sanità e nella politica.
Da anni impegnati nel mondo della consulenza manageriale, Formenergy è orgogliosa di presentare il progetto: “Maratona di N.Y. 2011: la metafora della corsa nella vita quotidiana”, un progetto di coaching sportivo legato alla famosa maratona statunitense.
L’ idea è nata dalla brillante intuizione dell’esperto coach, il dott. Fabio Padovan, (presidente A.I.C.P.E.), nell’utilizzare la metafora della corsa della vita per supportare un gruppo di persone di diverse realtà professionali che trovano energia nella corsa ma non riescono a trasferirla nelle altre attività quotidiane.


L’iniziativa ha riscosso grande successo e il gruppo “Formenergy” si è delineato in poco tempo. Il team è composto da manager di molte grandi imprese, tra cui Telecom Italia, Generali Assicurazioni, Etra, Sale e Pepe Group, Barclays Bank, Yoox, Nicoll, Henkel e altri, tra i quali non vi sono corridori esperti ma, viceversa, prevale il fattore “principiante”.
Molti trainer esperti affermano che non sia possibile partecipare ad una maratona sportiva senza una adeguata preparazione fisica di almeno un anno. L’obiettivo più importante che Formenergy si è fissata, è stato quello di preparare chiunque, dal corridore più allenato al principiante assoluto, in un arco temporale limitato di otto mesi, all’evento del 6 Novembre a New York. La sfida è, quindi, delle più avvincenti.
Il coaching sportivo di Formenergy vuole focalizzarsi sul tema del superamento dei limiti mentali restrittivi che nei momenti di difficoltà bloccano le persone nel raggiungere i loro obiettivi. Tali “convinzioni limitanti”, rappresentano la chiave del successo o insuccesso di tutti coloro che partecipano ad una sfida così impegnativa.
La maratona mette in evidenza molti dei nostri limiti come la gestione del tempo, la determinazione, la capacità di stringere i denti, l’ascolto di noi stessi, la costanza nel ritmo, la continuità, la cura del nostro corpo, la sicurezza nei nostri mezzi ecc ecc
Molte volte otteniamo i risultati spendendo però troppe energie e facendo tante volte “la stessa strada”. Sicuramente è importante sbagliare o esagerare con un ritmo di corsa/lavoro che non ci permette di arrivare fino in fondo o ci sfinisce all’arrivo. L’importante è capire da quegli errori e avere una buona confidenza con il nostro sentire, il nostro corpo, il nostro battito e il nostro passo. L’aspetto puramente fisico è molto importante perché avere una struttura muscolare allenata e adeguata alla competizione è un aspetto che spesso si da per scontato ma non sempre questo succede. Ad esempio nel nostro gruppo di manager abbiamo due componenti che fanno tantissimi Km senza porsi la domanda: ma come li faccio? Oppure, sempre all’interno del gruppo, un atleta voleva fare la maratona di Venezia (fine ottobre) per provare e poi fare New York il 6 novembre. Capirete benissimo che facendo così stressiamo notevolmente il fisico ma anche saremo scarichi dal punto di vista mentale affrontando la maratona in maniera passiva un po’ come viene.
E’ proprio per evitare situazioni del genere che poi possono demotivare le persone che stiamo procedendo ad un allenamento per step avvicinandoci alla fatidica data del 6 novembre. Abbiamo iniziato a lavorare su un’ora di corsa per poi passare pian piano all’ora e mezza consolidando questi due importanti traguardi.
Abbiamo sperimentato a questo punto una mezza maratona, quella di Jesolo lo scorso 21 maggio. I risultati sono stati molto buoni prima di tutto perché tutti sono arrivati al traguardo senza gravi difficoltà e anche perché dopo solo 3 – 4 mesi di allenamenti alcune persone sono state sotto le due ore di corsa… fantastico!!
Questa prova è servita per fare il passo successivo e capire/sperimentare come gestire le energie in una competizione podistica medio lunga. Prima di tutto un po’ di tecnica non fa mai male… durante la mezza maratona si è visto di tutto: persone che sbattono i piedi, movimenti delle braccia completamente scoordinati, andature completamente errate (accelerazioni e fermate), respiri soffiando, interruzioni per rispondere al cellulare, falcate enormi e molto altro…
Avere un minimo di tecnica aiuta a risparmiare energia appoggiando in maniera corretta il piede a terra, usando la spinta della gamba completamente distesa e del movimento finito del piede. Usando la coordinazione delle braccia e tenendo rilassato il volto in maniera armoniosa affinché sia un tutt’uno con il movimento delle nostre gambe. Sapere come appoggiamo il piede (esterno o interno), conoscere la giusta falcata e cadenza o il movimento delle braccia si può fare solo se qualcuno ti guarda e ti corregge oppure ti filma con una videocamera e poi ti fa rivedere i movimenti, questo è un passaggio importante per ottimizzare e migliorare la nostra tecnica.
Provando e riprovando da soli, in gara, in pista, cambiando ritmo e cercando il nostro personale equilibrio sia fisico che mentale, allora possiamo dire di aver lavorato bene su una preparazione nella maratona. Da qui a novembre ci sperimenteremo ancora, in montagna con dei percorsi in lieve salita per rinforzare un po’ le gambe e per stabilire il giusto ritmo da tenere in gara negli ultimi due mesi di settembre ed ottobre. Gestire e mettere alla prova le nostre capacità di corridori e professionisti è sicuramente una bella sfida che ci sta insegnando molto soprattutto dal punto di vista personale per crescere senza andare in apnea ma al giusto ritmo, quello che ci fa anche assaporare la soddisfazione di quello che stiamo facendo.
Saper “spegnere” la testa e fidarsi delle proprie capacità significa anche risparmiare energie mentali e tensioni che il pensiero e la mente ci fa fare a livello di inconscio, minando la sicurezza del risultato instillando il seme del dubbio. Meglio ci conosciamo e meglio sapremo governare una corsa lunga e piena di difficoltà. Il coach è proprio colui che ti fa capire meglio le potenzialità e i talenti individuali per usarli al massimo.
Siamo convinti che una persona che sia consapevole delle sue risorse e potenzialità possa lavorare in maniera più efficace e liberare energie positive in tutti i contesti della vita; dalla semplice quotidianità famigliare fino alle situazioni più complesse nel proprio lavoro.
Fin ora sono stati raggiunti ottimi risultati e i partecipanti alla maratona, giorno dopo giorno, ma soprattutto, maratona dopo maratona, cominciano a credere fermamente nella riuscita di questo ambizioso progetto. Formenergy attraverso le proprie risorse e competenze nel coaching maturate negli anni, guida orgogliosa questa “spedizione” e ringrazia tutti i partecipanti per l’impegno continuo nell’ascoltare se stessi e il proprio corpo. Continuando su questa strada, siamo convinti che il team raggiungerà con successo l’obiettivo preposto.

“Formenergy non offre una soluzione ma permette di trovarla”

Per avere maggiori informazioni sul metodo “coaching formenergy” e sul progetto maratona di N.Y., vai sul sito www.formenergy.it o seguici su facebook nel gruppo “Maratona di New York 2011 – Gruppo Formenergy”.


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