“E se piove?” è un’iniziativa di FAP ACLI, Federazione Anziani e Pensionati, il Sindacato dei pensionati promosso dalle ACLI, finalizzata a dar voce a circa 51 mila persone che non sono più in grado di lavorare o si trovano a fronteggiare situazioni di straordinaria necessità, per invalidità, inabilità o superstiti alla morte del  coniuge o del genitore.

A tali soggetti è negato il diritto costituzionale previsto dall’art. 38 per il quale “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati i mezzi adeguati alle loro esigenze in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.
Infatti, per effetto della Legge 335 del ’95 (riforma Dini) che non prevede il trattamento minimo per le persone che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996, questi soggetti si trovano a percepire una pensione media di circa 150 € al mese, ben sotto la soglia di povertà.

La FAP ACLI ha pertanto delineato una proposta di legge che intende integrare i trattamenti pensionistici, liquidati esclusivamente sulla base del sistema contributivo, al minimo vitale ovvero 7.000 € annui

Per sensibilizzare l’opinione pubblica, la FAP ACLI ha lanciato sui social la campagna “E se piove?” con l’obiettivo di far riflettere e far comprendere al Paese che l’integrazione al minimo vitale dell’importo delle pensioni contributive costituirà un problema sempre più rilevante nei prossimi anni. I casi di titolari di pensioni solo contributive, che necessitano di essere integrate al minimo vitale, hanno già raggiunto una cifra considerevole ma sono destinati ad aumentare nel tempo. Se non opportunamente governato, infatti, tale fenomeno potrebbe assumere una portata considerevole con il raggiungimento dell’età pensionabile della prima generazione di pensionati esclusivamente contributivi.

Il presidente delle Acli Bottalico e il Segretario della Fap Zilio hanno indirizzato una lettera con la proposta di legge predisposta dalla Fap al Presidente del Consiglio Renzi e al Ministro del Lavoro Poletti oltre che a tutti i capigruppo parlamentari perché facciano propria questa proposta che ha come obiettivo principale la giustizia sociale ed il bene comune.


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