Le banconote, dette anche cartamoneta, sono biglietti cartacei ai quali è attribuito valore legale dagli istituti economici dello stato. La loro invenzione si attesta già nella Cina del 9° secolo, tuttavia l’impiego corrente si concretizzò solamente dall’epoca napoleonica. Il problema principale di questo strumento finanziario sono i falsificatori che, sia nel passato sia nel presente, inventano nuovi metodi per contraffare la cartamoneta. Attualmente la produzione di banconote è attentamente sorvegliata e regolata da precise normative che ne determinano la modalità e le tecniche di stampa sempre aggiornate con le nuove tecnologie.

Ma come sono fatte le banconote? Il processo per la realizzazione della cartamoneta inizia dagli stabilimenti certificati dallo stato, ad esempio nel caso della moneta Euro la BCE, Banca Centrale Europea con sede a Francoforte, autorizza gli istituti nazionali ad emettere denaro, nel caso italiano è il Servizio Fabbricazione Carte Valori di Roma. Allo stabilimento viene consegnato il materiale alla base delle banconote, ovvero la carta. Contrariamente a quello che si possa pensare, la cartamoneta è realizzata in fibra di cotone, molto più resistente e difficile da falsificare rispetto al tradizionale substrato cartaceo. Le risme hanno grandi dimensioni, circa 1 m per lato, e i loro fogli sono attentamente contati. Per accelerare il processo, il foglio è già provvisto di filigrana e di filo metallico inseriti all’interno delle fibre.

La lavorazione delle banconote inizia dalla stampa automatizzata fronte e retro del foglio. Vengono realizzati lo sfondo e la gran parte del disegno designato per quella determinata cartamoneta. La stampa è controllata da addetti che regolano costantemente le quantità di inchiostro necessarie. La velocità con la quale vengono stampate è incredibile: ogni secondo sono riprodotti circa 2,5 fogli, per un totale di 9.000 all’ora. Successivamente si attendono 10 giorni per l’asciugatura dell’inchiostro. La seconda fase prevede l’applicazione della cifra indicante il valore legale delle banconote attraverso la serigrafia. Il colore è diverso dallo sfondo presentandosi brillante e cangiante, rendendo complicata la contraffazione. Trascorso un altro periodo per essiccare l’inchiostro, si procede con la stesura di una pellicola trasparente a caldo sulla cartamoneta affinché ne aumenti la resistenza all’usura. L’ultimo processo è realizzato con la calcografia: tecnica di deposizione dell’inchiostro mediante la pressione per aumentare la percezione tattile dei dettagli e dei numeri. Dunque sono stampati i numeri seriali su ciascuna banconota.

Terminato il processo di stampa, i fogli sono sottoposti al controllo qualità e, successivamente, tagliati secondo le dimensioni delle banconote. Sono quindi imballate in una scatola contenente 10.000 pezzi e spedite negli istituti bancari privati o nazionali autorizzati dalla Banca Centrale Europea.


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