Si dice che la propria libertà finisca lì dove incomincia quella dell’altro. Nella realtà la difficoltà è data proprio dal comprendere dove si ponga il confine, dove la libertà di far valere un proprio diritto diventa prevaricazione nei confronti di chi ci sta intorno. Un caso di questo tipo, di stringente attualità nel periodo estivo, è il diritto di chi possegga un cane di portarlo con sé all’interno del lido balneare. Da un parte c’è chi vuole far valere le ragioni dei propri amici a quattro zampe e che sottolinea come andare incontro alle esigenze dei padroni sia una forma di civiltà nei confronti del mondo animale; dall’altra c’è chi avanza il diritto di godersi le proprie ore di mare senza la costrizione di dividere il proprio spazio con i cani. Il dibattito è delicato poiché entrambe le parti possono contare su argomentazioni valide; i primi possono rilevare come costringere i villeggianti ad abbandonare il proprio cucciolo in un nido di fortuna poiché viene negato loro il diritto di farsi accompagnare dal proprio Fido sia una barbarie. I secondi sottolineano come anche chi non apprezza la compagnia degli amici pelosi vada rispettato, e in più occorre mettere in risalto che spesso ci si può trovare in compagnia di persone che accusano una forma di fobia verso gli animali o sono allergici al loro pelo.

In realtà, tralasciando gli aspetti legali, non esiste un’interpretazione univoca, si tratta sempre e comunque di utilizzare il buon senso e impiegare le più basilari norme del vivere civile. Anche se una soluzione pratica e semplice è quella di affidarsi a lidi che specificano nel proprio statuto l’accettazione tra i propri ospiti degli amici a quattro zampe, affidandosi magari a una delle varie spiagge per cani Salento.


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