Grande afflusso alla mostra “Biennale Milano – International Art Meeting”, presentata dal Prof. Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes. La prestigiosa mostra, allestita all’interno dello storico Spazio Tadini, nel centro di Milano, in Via Niccolò Jommelli, rimarrà esposta fino al 1° ottobre 2015 con varie opere, tra le quali i dipinti di Luciano Trevisan. L’artista, intervistato per l’occasione, emerge come pittore di “avvenimenti e disattenzioni” umane, quindi di realtà che la maggior parte delle persone non desiderano vedere; è per questo che definisce i suoi quadri “camere di vita”. Di seguito l’intervista:

1) Abbiamo saputo che presto prenderà parte alla prestigiosa ” Biennale Milano – International Art Meeting ” presentata da Vittorio Sgarbi, dal 5 settembre al 1° ottobre; come nasce l’occasione della Sua partecipazione alla grande mostra milanese?

Partecipo a questa mostra su invito. Questa Biennale Milano organizzata da Promoter Arte, sotto l’Alto Patronato di EXPO, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, presentata con competenza e prestigio dal Prof. Vittorio Sgarbi, è una grande vetrina per esporre le mie opere. Per me è un ritorno a Milano. Questa città mi ha visto studente, poi professionista della comunicazione pubblicitaria. Ho collaborato prima con importanti agenzie di pubblicità, poi come contitolare della M.P.A. la prima agenzia di Sales Promotion in Italia: ho progettato promozioni, campagne stampa, spot televisivi, stands, packaging, marchi, immagini coordinate per centinaia di aziende leader. Ho sempre trovato il tempo anche per dipingere, a volte lo sfrenato mondo del consumismo mi ha portato a realizzare quadri di denuncia come “Maternità 70” oppure “Progresso 1971″, quadro che espongo in questa Biennale.

2) Quante opere espone e quali tematiche seguono?

Esporrò 9 opere: i miei quadri sono l’agenda dove ho scritto con il pennello oltre 40 anni di avvenimenti e disattenzioni dell’uomo. I miei quadri sono camere di vita. Apriamo la porta ed entriamo. Ci troviamo di fronte alla rappresentazione di una realtà che conosciamo, ma che per comodità facciamo finta di non vedere. Avvenimenti che ci richiedono delle risposte.

3) Come definisce in breve il suo stile espressivo? Si sente ispirato da qualche artista o genere espressivo in particolare?

Guardando le mie tele alcuni critici vedono la componente realistica di matrice figurativa, accostata a quella d’impronta surreale – un pittore concettuale e al contempo un pittore sociale. Ho sempre osservato la storia e le opere di quei pittori che hanno dipinto la vita, il costume, le disattenzioni del loro tempo come: Bosch, Brueghel, Hogarth, Goya, Munch, Hopper.

4) Quali tecniche strumentali utilizza maggiormente e perché?

Ho sperimentato tutte le tecniche del disegno e del colore nei miei anni di studio, poi ho approfondito lo studio della grafica e della comunicazione, quest’ultima esperienza ha influenzato la mia tavolozza, trovando nei colori acrilici la giusta tonalità per eseguire i miei quadri messaggio. In questi ultimi anni sono ritornato alla pittura ad olio mantenendo sempre una colorazione contrastante. Amo disegnare con la matita, esprimere e fissare le mie emozioni sul foglio di carta. Il disegno è il seme per far nascere l’opera.

5) Milano quest’anno è la capitale simbolo dell’EXPO; un commento di riflessione sul collegamento tra EXPO e arte, anche in concomitanza con lo svolgimento di Biennale Milano.

Milano capitale simbolo dell’EXPO apre con il tema” Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, occasione di incontro per unire intorno a un ideale tavolo il mondo, con la presa di coscienza di cosa si produce e dell’enorme disuguaglianza tra le risorse e la distribuzione, l’inquinamento e lo sfruttamento selvaggio delle risorse, ma anche per individuare tra le nuove tecnologie un progresso per risolvere questi impellenti problemi. La mostra ” Biennale Milano – International Art Meeting” vedrà raccolte opere realizzate da un selezionato gruppo di artisti contemporanei; le mie 9 opere esposte, coerenti alle tematiche che si propone l’EXPO, parlano di fame, migrazione, ecologia, economia, in particolare, “Madonna della barca” 2003 affronta il dramma a cui ogni giorno assistiamo, una realtà che il mondo sembra incapace di risolvere. L’arte è EXPO, l’artista esprime con le sue opere il suo tempo, le sue emozioni; dipingendo un paesaggio, un frutto, un animale, l’uomo e le sue azioni, la sua energia, la vita, lascia una traccia che diventa storia.


Share