La seconda edizione dell’autorevole “Premio Margherita Hack”, che si terrà a Spoleto, presso il secolare Palazzo Leti Sansi,in data 28 Giugno alle ore 11.00, vedrà come partner la storica cantina vinicola Girardi, con sede a Farra di Soligo in Valdobbiadene, nella provincia di Treviso. L’evento è organizzato dal manager Salvo Nugnes e premia coloro che si sono particolarmente distinti nel campo della scienza, della cultura, dell’arte, del sociale e dell’impegno animalista, che verranno scelti da un’illustre giuria, composta dal sociologo Francesco Alberoni, dal fisico Antonino Zichichi, dallo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, dal direttore del quotidiano “La Repubblica” Ezio Mauro e da Don Antonio Mazzi, fondatore della Fondazione “Exodus”.

 

Le cantine Girardi nascono nella provincia trevigiana nell’anno 1925, quando Martino Girardi acquistò il primo appezzamento terriero e iniziò a coltivare quei soleggiati terreni collinari, perfetti per la produzione dei vini che hanno dato successo all’azienda, in particolare grazie alla produzione del Prosecco, oggi un vino di alta qualità e uno dei prodotti più amati dal pubblico veneto, da quello nazionale e internazionale.

Grazie alla passione e alla tenacia messa dal fondatore e dai suoi successori nella cura dei vigneti e nei processi di produzione del vino, l’azienda vinicola Giradi è diventata una rinomata produttrice di vini a livello mondiale, con una lunga tradizione alle spalle a cui i successori attingono, e allo stesso tempo una produzione moderna e innovativa.

La gestione dell’azienda è attualmente in mano all’enologo Luca Girardi, che insieme alle sorelle mette lo stesso amore e la stessa attenzione ereditata dai famigliari al servizio di un vino raffinato, fresco e inebriante, un “nettare degli dei” insomma, che viene prodotto in una costante ricerca della perfezione.

Girardi, molto attento al rapporto qualità/costi, afferma: “La Cantina Girardi vuole porsi all’avanguardia per la certificazione, per l’attenzione ai clienti nei contatti continui, per i servizi diretti ai consumatori, per il privilegio dei canali di vendita e dei mercati d’acquisto, per il prezzo equo ma giusto, senza mai applicare prezzi diversi e fuorvianti per la stessa etichetta”.


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