Silvia Tuccimei artista a tutto tondo, che vanta un curriculum prestigioso a livello nazionale e internazionale, ha compiuto un significativo percorso d’evoluzione nell’arte scultorea, che rappresenta un pilastro fondamentale, una pietra miliare del suo incalzante desiderio di ricerca sperimentale, attraverso cui si cimenta con risultati di sorprendente innovazione, che catturano da subito l’attenzione dello spettatore con scenari di emozionante visionarietà simbolista e metaforica, che racchiudono messaggi subliminali sottesi e proiezioni esistenziali da condividere in un dialogo aperto e interattivo.

 

La Tuccimei dice “Dopo aver abbandonato il materiale scultoreo malleabile e il gesto, seppur sensuale e gratificante, del modellaggio ho attaccato la materia per definire e contenere una forma con contorni netti e definiti. Ho iniziato a ritagliare nella lamiera di rame e bronzo delle forme di personaggi, a elaborarle con la tecnica dello sbalzo, modellandone ancora certe parti per le forme sferiche, mentre altre restavano bidimensionali, schiette, angolose, geometriche. Queste sculture mi hanno reso consapevole anche dell’esigenza dell’istantaneità dell’attimo fugace, del gesto unico, irripetibile come quello del tagliare e assemblare e dei contorni netti. Parallelamente anche la mia pittura è diventata teatro di sensazioni subito trascritte nella materia, così come la frequenza colore parla dell’emozione che trasmette. In tal senso ho voluto sposare insieme pittura e scultura”.

 

E prosegue nello spiegare il valore assunto da queste opere speciali “Le sculture di lamiera si sono materializzate con le lamiere di macchina acquisendo le sembianze di personaggi monumentali dai titoli evocativi di tradizione celtica o esoterica, avvalendosi del simbolismo derivato dai tarocchi. Così sono comparsi la Papessa, la Mater, l’Arciere, l’Eremita, il Menhir, il Carro, la Terra, il Pendolo, le Dolmen e altre personificazioni. Mi è stato chiesto di esporre tali sculture monumentali in contesti parigini e francesi molto rinomati e dalla magica atmosfera: la Cappella del Salpetriere, la casa di Le Corbusier, il ministero delle finanze, i Giardini di Tuileries, la Piazza de Jaude, la città di Clermont-Ferrand, il museo della Haute-Auvergne, le scenografie di teatri importanti. Ho potuto confrontarmi all’architettura e al magnetismo di luoghi così compenetranti, diventando un ricettore sensibile alle vibrazioni emanate dalle pietre di certi edifici così sui generis”.


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