Roma – durante il Congresso Nazionale della SOCIETÀ ITALIANA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.I.O.T.), è stata presentata la campagna d’informazione STORIE DI VITA IN MOVIMENTOwww.storiedivitainmovimento.it, dedicata all’ARTROSI e ai suoi sintomi invalidanti. L’iniziativa prende il via da un’indagine del Censis che ha evidenziato il bisogno di un’informazione più efficace sulla patologia e sui disturbi ad essa correlati. Il progetto è patrocinato dalla S.I.O.T., dallaSOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA GENERALE E DELLE CURE PRIMARIE(S.I.M.G.), dall’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MALATI REUMATICI(ANMAR) e dal contributo non condizionante di DEPUY SYNTHES.

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È stata presentata oggi, nel corso del Congresso Nazionale della SOCIETÀ ITALIANA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.I.O.T.), la campagna d’informazione “STORIE DI VITA IN MOVIMENTO”, un progetto che – grazie al patrocinio della S.I.O.T., della SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA GENERALE E DELLE CURE PRIMARIE (S.I.M.G.), dell’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MALATI REUMATICI (ANMAR) e al contributo non condizionante di DEPUY SYNTHES – intende fornire validi consigli su come gestire e curare una patologia invalidante di cui soffre circa il 50% delle persone che hanno superato i 60 ANNI di età: l’artrosi.

Grazie a una serie di eventi locali e al materiale informativo consultabile sulle pagine del sito ufficiale dell’iniziativa www.storiedivitainmovimento.it) a partire da oggi verranno condivisi utili suggerimenti per alleviare i sintomi della patologia e per favorire un veloce riacquisto della capacità di movimento.

L’artrosi, infatti, è una malattia degenerativa che danneggia le articolazioni e che è caratterizzata da lesioni progressive della cartilagine che riveste le superfici articolari e ossee. Secondo alcuni recenti studi, l’artrosi colpisce attualmente 4.000.000 di persone in Italia, una cifra rilevante che si traduce in più del 6% dell’intera popolazione che è costretto a convivere con una serie di sintomi dolorosi, come fastidi articolari, rigidità, scrosci articolari, tumefazione delle articolazioni e con una progressiva limitazione della mobilità.

Al fine di contribuire ad arginare un fenomeno tanto diffuso quanto complesso, la campagna “STORIE DI VITA IN MOVIMENTO” si è ispirata ai risultati di un’indagine che il Censis ha condotto per analizzare l’approccio di medici e pazienti all’artrosi e alle sue alternative terapeutiche.

Nello specifico, la ricerca ha coinvolto un campione di 50 MEDICI DI MEDICINA GENERALE e di 250 PERSONE affette da artrosi al ginocchio e all’anca, di cui il 30% È STATO SOTTOPOSTO AD UN INTERVENTO DI ARTROPROTESI.

Grazie alla realizzazione di questo studio, è stato possibile rilevare una serie di difficoltà che impediscono ai pazienti di giungere rapidamente a un percorso di cura efficace.

Tra queste, lo studio ha evidenziato come QUASI IL 30% dei pazienti presi in esame (circa UNA PERSONA SU TRE) abbia consultato un medico dopoOLTRE UN ANNO dalle prime problematiche, nonostante i fastidiosi e dolorosi sintomi.

In aggiunta, ben il 28,4% degli individui ha indicato di non essere ricorso a nessuna terapia poiché preferiva sopportare il dolore.

Un altro dei problemi riscontrato da più della metà dei pazienti – in particolare dai rispondenti senza protesi (53,3%) e da quelli del Nord e Centro Italia (59,3%) – riguarda il continuo rinvio tra più specialisti che, in genere, è terminato solo grazie alla richiesta del paziente stesso di effettuare una radiografia per arrivare a una diagnosi definitiva.

Inoltre, sebbene l’intervento chirurgico contribuisca a riacquistare la capacità di movimento e l’autonomia perduta, i pazienti del campione hanno ricevuto il consiglio di effettuarlo dallo specialista privato in poco meno della metà dei casi (47,2%). Dalle risposte, infatti, si evince che il ricorso all’impianto della protesi è valutato come più indicato solo nei casi in cui il paziente non sia più autonomo (52,0%). Ciononostante, il 76,4% dei pazienti sottoposti ad intervento hanno affermato che la terapia più efficace è proprio quella chirurgica.

Assieme alla bassa propensione a indicare l’opzione chirurgica come terapia di cura, lo studio ha evidenziato come i medici non prendano in considerazione alcuni criteri utili per la selezione del Centro presso cui ricoverare il paziente per l’impianto di una protesi: il numero di interventi eseguiti e la lunghezza delle lista d’attesa.

L’insieme di questi elementi evidenzia infine la necessità da parte dei medici di una maggiore quantità di informazione relativa alla patologia, come confermato dal 54,4% del campione.

“L’iniziativa presentata oggi nel corso del Congresso Nazionale della S.I.O.T. è un’ulteriore conferma dell’impegno che da sempre contraddistingue la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia nel migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti dall’artrosi”, commenta il PROF. PAOLO CHERUBINO, PRESIDENTE S.I.O.T. “Promuovere una corretta comunicazione su questa patologia e sulle tecniche di cura più indicate, infatti, è un approccio che supporterà sia i medici che i pazienti ad individuare e seguire il percorso terapeutico più efficace”.

Secondo quanto rilevato dall’indagine del Censis, il medico è una figura che riveste una grande importanza nel processo di presa in carico e di gestione del paziente.

“La ricerca condotta dal Censis ha confermato come il medico di medicina generale ricopra un ruolo del tutto centrale per coloro che soffrono di artrosi del ginocchio e dell’anca”, prosegue il DOTT. CLAUDIO CRICELLI, PRESIDENTE S.I.M.G. “Secondo quanto rilevato, il medico di medicina generale rappresenta, infatti, il principale riferimento per ben il 36,3% dei pazienti analizzati. Alla luce di quest’importante evidenza, è auspicabile intensificare il processo di collaborazione tra i vari professionisti della sanità che sono specializzati nella cura dell’artrosi”.

Come per altre patologie croniche, anche nell’artrosi si possono distinguere diversi stadi, ciascuno con sintomi e segni caratteristici: nelle fasi iniziali, il dolore si acutizza con il movimento e può diminuire grazie al riposo, mentre nelle fasi più avanzate può arrivare a ostacolare il riposo notturno.

“L’artrosi è una patologia invalidante, i cui sintomi sono responsabili di un significativo calo della qualità di vita delle persone che sono costrette a convivere con questa malattia”, conclude la DOTT.SSA GABRIELLA VOLTAN, PRESIDENTE ANMAR. “Noi sappiamo quanto sia importante ricevere le cure appropriate in tempo e come l’informazione corretta giochi un ruolo determinante per facilitare una scelta tempestiva tra le diverse opzioni terapeutiche disponibili. La campagna “STORIE DI VITA IN MOVIMENTO” da noi promossa insieme alle società scientifiche è un ulteriore passo avanti per garantire alla comunità italiana di pazienti un miglioramento tangibile della propria condizione di salute”.

FONTE: STORIE DI VITA IN MOVIMENTO


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