Secondo APCO la legge penalizza le logiche di liberalizzazione e aperta concorrenza e confina il consulente di management come professionista di classe B

Milano, 14 novembre 2012 – APCO, l’Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e Organizzazione, che riunisce e certifica coloro che in Italia svolgono professionalmente attività di management Consultant, interviene relativamente alla Legge sulle professioni non regolamentate (Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi) in discussione in questi giorni al Senato.

La legge, approvata dalla X Commissione del Senato, ha nella sua impostazione dei limiti, non rappresenta
una soluzione ottimale, ma istituisce comunque un sistema “duale” delle professioni e rappresenta, quindi,
un concreto passo avanti per il riconoscimento delle professioni non ordinistiche. E’ un passo importante e
fortemente voluto dai consulenti di management. Peccato per le modifiche che chi si oppone a logiche di
liberalizzazione e libera concorrenza ha cercato di inserire ed alla fine ha inserito. L’emendamento
introdotto dalla Commissione all’ultimo momento ha colpito negativamente molti professionisti: sembra
voler confermare una sudditanza e una minor rappresentatività delle professioni non ordinistiche.


“Quest’emendamento approvato al fotofinish in Commissione che impone l’inserimento obbligatorio della frase «professione non organizzata in ordini o collegi» in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, ha, a nostro parere, un impatto negativo” afferma Marco Beltrami, Presidente dell’associazione. “E’ una frase che sembra quasi voler rimarcare una presupposta differenza tra professioni storiche e professioni giovani e innovative quali la consulenza. Con questa scelta sembra si voglia collocare una professione come la consulenza nella “serie B” delle attività professionali. Colpisce, infatti, che in una legge improntata sull’adesione volontaria, solo questa frase “marchiante” sia imposta come obbligatoria”.

APCO in particolar modo, e i consulenti in generale, da sempre si adoperano per poter operare in un quadro legislativo aperto e concorrenziale. Nella sua veste di associazione professionale, l’unica che in Italia può rilasciare la certificazione CMC, titolo riconosciuto nei 50 Paesi più importanti del mondo che qualifica la professionalità del consulente, APCO chiede a tutti i politici che credono alla necessità di attivare nuove energie e di stimolare innovazione e creatività per favorire lo sviluppo del paese, di operare per la cancellazione di questo emendamento.

La consulenza di management può e vuole essere una leva per lo sviluppo del paese e vuole farlo in un mercato libero e regolamentato da leggi moderne.

APCO

APCO, Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e Organizzazione, e’ stata costituita a Milano nel 1968. Riunisce e certifica coloro che in Italia svolgono professionalmente attività di management consultant.
La sua mission è rappresentare e promuovere la professione del management consultant, aggregare la comunità dei consulenti e favorirne lo sviluppo professionale, definire e presidiare elevati standard qualitativi, assicurare rappresentatività a tutti gli associati sia presso le Istituzioni, sia presso le associazioni di categoria imprenditoriali.

APCO è membra dell’ICMCI, International Council of Management Consulting Institutes, che riunisce le associazioni professionali nazionali e rilascia, sempre per conto di ICMCI, la certificazione CMC (Certified Management Consultant), unica certificazione internazionale esistente sul management consulting.

L’associazione è articolata con delegazioni territoriali. La sede di APCO è a Milano, in corso Venezia 49.

www.apcoitalia.org


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