Presicce, in provincia di Lecce, è uno dei borghi più affascinanti delle serre salentine, a pochi chilometri dalla costa ionica. Reso suggestivo dalle antiche vicende storiche e dal suo profilo orografico, Presicce è tanto piccolo e caratteristico, quanto ricco di monumenti di notevole interesse turistico. La sua nascita è legata all’abbondante presenza sul territorio di falde acquifere: grazie a questa risorsa, il feudo di Presicce passò nelle mani di diverse famiglie nobiliari, fino a caratterizzarsi dal punto di vista agricolo come principale produttore ed esportatore di olio d’oliva. Da qui la denominazione di città dei frantoi ipogei (luoghi freschi, ideali per la lavorazione delle olive), detti anche Trappeti a grotta, scavati nella roccia tufacea e presenti in abbondanza in campagna e nel sottosuolo del centro abitato, più precisamente a Piazza del Popolo. Oggi, grazie ad un attento lavoro di rivalorizzazione antropologica e ristrutturazione, dopo l’inevitabile abbandono, è possibile visitarli riscoprendo il mistero ed il fascino dei sotterranei del borgo dei Mascarani (così vengono chiamati gli abitanti di Presicce, in seguito ad una leggendaria storia di sangue seicentesca).

Fra i principali luoghi d’interesse a Presicce, oltre agli scorci paesaggistici di rigogliosa flora della macchia mediterranea, ritroviamo le architetture religiose e civili, le Case a Corte del Cinquecento e le famose Masserie salentine. Meritano particolare attenzione, fra gli edifici, la chiesa madre di Sant’Andrea Apostolo, di fine Settecento, l’antica Chiesa del Carmine e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, ubicata fuori dal centro urbano, a Pozzo Mauro. Mirabili anche gli eleganti edifici di via Gramsci, il Palazzo Ducale, che ospita al suo interno il Museo della Civiltà Contadina, e Casa Turrita, parte integrante del sistema difensivo di Presicce.

A Presicce ad esempio è in vendita una bellissima masseria situata in aperta campagna, così come un’azienda olivicola.

Acquarica del Capo: un borgo ai piedi delle serre salentine

A un paio di chilometri di distanza da Presicce, precisamente a sud della città degli ipogei, sorge un antico borgo medievale, Acquarica del Capo. Come tutti i comuni del basso Salento, il paese, cullato dalla fitta vegetazione della vallata di Serra di Pozzo di Mauro e di Serra dei Cianci, ricche di uliveti secolari e distese di vigneti, rappresenta un’altra delle più autentiche realtà pugliesi.

Come Presicce, anche Acquarica del Capo deve la sua evoluzione alla presenza di abbondanti sorgenti d’acqua sul territorio. Una risorsa fondamentale per gli abitanti dei tre casali Cardigliano, Ceciovizzo e Pompignano, scampati alle invasioni e devastazioni dei Saraceni intorno al IX e X secolo.

Fra i principali monumenti e luoghi d’interesse del paese è d’obbligo annoverare il Castello, antica fortezza medievale, edificato da Giovanni Antonio Orsini del Balzo, oggi di proprietà comunale, la chiesa di San Giovanni Battista, la chiesa di San Carlo Borromeo, patrono di Acquarica, edificata agli inizi del XII secolo, la Masseria di Celsorizzo (o Gelsorizzo) e Torre Colombaia e i cinque rimanenti Trappeti a grotta, adibiti anticamente alla produzione di olio d’oliva. Fra questi, merita particolare attenzione il frantoio ipogeo della Madonna dei Panetti, perché addossato all’omonima chiesa.


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