È in programma lunedì e martedì prossimo la Cerimonia d’Apertura dell‘Anno Internazionale della Luce. Un grande evento al quale sono invitati oltre un migliaio di partecipanti. L’Italia sarà rappresentata da Alessandro Farini, dell’Istituto di Ottica del Consiglio Nazionale delle ricerche e dell’Università di Firenze. Parlerà del rapporto fra Luce e Arte, della relazione fra luce, ottica, colore e indagherà la loro influenza sulla nostra percezione.

 

Dialogo con Alessandro Farini

Raggiungiamo Farini poco prima della partenza per Parigi. Elettrizzato e contento, contagia con la positività che trasmette. E confessa, però, ‘dicono che io sia sempre felice, mi entusiasmo con poco’. Al di là del (bel)carattere, è soddisfatto di rappresentare l’Italia a un evento tanto importante e confessa: “E’ bello che sia proprio un italiano a parlare di Arte. È una nostra peculiarità. Un’altra nostra singolarità è il confrontarsi, nel nostro percorso di studio, sempre con materie diverse: sono felice, di parlare di arte visiva e di scienza e di relazionare queste realtà apparentemente distanti’.

 

Farini ha strutturato l’intervento in tre passaggi. Il primo, ‘la Luce nelle Opere d’Arte’. “Indagheremo insieme in quale modo la luce compare nei quadri. Mostrerò i quadri di Caravaggio, tra gli artisti più bravi nel lavorare con la luce”. Il secondo focus è dedicato a ‘la Luce per capire l’Arte’. “La Luce diventa strumento prezioso, in particolar modo per i critici. Con la riflettologia all’infrarosso, possiamo guardare oltre un’opera. Vediamo il disegno, gli schizzi del pittore, che cosa è nascosto sotto il dipinto” e precisa “l’opera finale della ‘Cena in Emmaus’ di Caravaggio, per esempio, presenta uno sfondo nero: analizzato il dipinto, abbiamo scoperto che sotto nasconde un paesaggio diverso, mostra il sole, gli alberi, una finestra. La Luce da’ la possibilità di guardare oltre, è come se potessimo leggere il manoscritto originale e vedere come l’idea di un artista sia cambiata durante le diverse fasi di lavoro”.

 

La Luce influenza la Cultura umana e la nostra Percezione. L’ultima parte dell’intervento di Farini è dedicata alla relazione fra misura e percezione della Luce: ‘Illuminare un’opera in un modo piuttosto che in un altro, porta a una diversa interpretazione. Cambiano le dominanti di colore, la percezione della tridimensionalità, e anche dei dettagli. Illuminare in modo diverso porta a una differente percezione”. Esiste un’illuminazione perfetta o migliore? Un’illuminazione filologicamente corretta? “È  un tema sul quale discutere. Un’interpretazione è necessaria. Il bello della Luce, però, è che un tipo di illuminazione piuttosto che un’altra non intervenire in maniera radicale sull’opera, a differenza di quello che potrebbe succedere con un restauro sbagliato. Progettando una nuova illuminazione, avremo una seconda interpretazione”. Farini realizzerà un Live Show proprio per mostrare dal vivo la stretta relazione fra Arte e Luce e indagare come la percezione di un’opera possa essere influenzata dalla sua illuminazione.

 

La Luce protagonista del 2015!

In Italia l’inaugurazione ufficiale dell’Anno della Luce è in programma il 26 gennaio a Torino, nella cerimonia organizzata da Inrim, Società Italiana di Fisica e Comune di Torino. Numerosissimi sono gli eventi in programma in tutto il Nostro Paese fino al dicembre 2015. Archilight ve li racconterà!


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