La presa di coscienza dei problemi legati all’agricoltura intensiva, quali il negativo impatto sull’ambiente e l’eccessivo sfruttamento delle limitate risorse naturali, ormai da diversi decenni ha determinato a livello internazionale una sempre crescente ricerca di metodi agricoli alternativi, attuati nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità. A tale scopo nasce il concetto di agricoltura sostenibile, con cui si cerca di trovare un equilibrio tra una produzione agricola dalla resa elevata, alimenti sicuri e di buona qualità e migliori condizioni di vita per i membri delle comunità locali impiegati nel settore, il tutto preservando l’ambiente.

Il modello di agricoltura sostenibile più efficace e diffuso è quello dell’agricoltura biologica, che mira ad ottenere alimenti sani e nutrizionalmente ricchi, rispettando l’ambiente e tutelando la salute dei consumatori. Si basa su alcuni principi fondamentali:
-vengono usate unicamente sostanze naturali, è assolutamente vietato l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi come concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi;
-l’utilizzo delle risorse deve essere il più possibile equilibrato e compatibile con l’ambiente circostante. In particolare deve essere evitato lo sfruttamento eccessivo del suolo, impiegando tecniche di lavorazione non distruttive, ma che anzi favoriscano il mantenimento della sua naturale fertilità.

Vi sono diverse tecniche, naturali e molto efficaci, per ottenere ottimi risultati senza danni per l’ambiente o la salute umana.
Per evitare un eccessivo sfruttamento delle risorse si utilizzano diverse tecniche, già conosciute in antichità, come il riposo vegetativo, le rotazioni colturali o l’alternanza di più coltivazioni.
Nella lotta contro i parassiti è innanzitutto indicato l’utilizzo di piante resistenti, come quelle autoctone, e l’impiego di insetti predatori che fungono da antiparassitari naturali. Vi è poi una tecnica molto efficace, la solarizzazione, che ha lo scopo di sterilizzare il terreno da coltivare sfruttando il calore del sole. Si procede nei mesi caldi, stendendo un telo di plastica sul terreno ed interrandolo bene lungo i bordi. Dopo circa due mesi il calore generato al suolo avrà eliminato parassiti, erbe infestanti, spore di insetti e funghi, causa di frequenti e pericolose malattie.
Per sostituire i concimi chimici sono disponibili diversi fertilizzanti naturali, come letame o compost, e tecniche molto efficaci, come il sovescio (leggi maggiori info sul sito di Padana Sementi). Il compost è un terriccio ricco di humus, altamente nutritivo, che si ottiene dalla decomposizione di materie organiche ad opera di batteri e funghi. Con il compostaggio è quindi possibile smaltire i rifiuti organici, anche quelli domestici, in modo produttivo. Il sovescio è una tecnica polivalente e molto efficace che, oltre ad arricchire il terreno in modo naturale, ne migliora la struttura e le caratteristiche. Il procedimento è molto semplice, si coltivano determinate specie di piante che al momento del massimo sviluppo non vengono raccolte ma interrate, in modo da rendere disponibili in superficie, per le colture successive, i nutrienti che le loro radici assorbono in profondità. Tra le specie più usate ci sono le leguminose, tra le poche in grado di fissare l’azoto atmosferico.
Un’altra tecnica con cui si ottengono diversi risultati è la pacciamatura. Permette di controllare le erbe infestanti, evitando l’uso dei diserbanti o un lungo e faticoso lavoro manuale. Protegge le piante da freddo e siccità, mantenendo l’umidità ed il calore del suolo. Apporta inoltre nutrimento. Viene infatti realizzata ricoprendo il terreno con uno strato di materia organica, asciutta e pulita, come paglia, erba o foglie.


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