Si litiga di più per il soffritto che per le spese di riscaldamento. In testa rumori e odori sgraditi.

Ma il vero problema è proprio la ripartizione in millesimi delle spese di riscaldamento.

Per fortuna dall’Europa arrivano i ripartitori di calore, che danno ad ogni appartamento libertà di gestione e quindi di risparmio, che può arrivare fino al 40% rispetto alla gestione centralizzata.

Ed aiutano a adottare comportamenti virtuosi nei propri consumi energetici.

E’ uscita una ricerca sulla litigiosità condominiale. L’argomento può sembrare buffo e irrilevante, ma se consideriamo che circa 30 milioni di italiani (quasi il 50%) abita in condominio l’argomento non è poi così astruso.

Si litiga principalmente per piccole cose, legate all’altrui stile di vita e quindi per noi fastidiose.

In testa rumori e odori sgraditi: il tacco a stiletto affascina, ma se chi lo porta abita sopra di noi diventa insopportabile. Ad ogni ora  – se accendiamo la tv – ci deliziamo assistendo alla preparazione di manicaretti tradizionali o fushion, ma non sopportiamo il soffritto della signora della porta accanto.

Poi a seguire: l’annaffiatura delle piante, il gatto o il cane non graditi, il bucato steso ad asciugare, la bici lasciata negli spazi comuni.

A ben guardare, i principali moventi per una accesa rissa sulle scale sono a costo zero, forse perché sono i classici alibi per litigare con qualcuno, quando abbiamo i nervi tesi.

Stranamente le spese condominiali sono in fondo alla classifica. Forse perché davanti ad esse ciascun condomino si sente vittima impotente.

Anche se non mancano, soprattutto nelle assemblee condominiali delle – giuste – recriminazioni sulla ripartizione in millesimi dei costi di riscaldamento, sulla gestione degli orari e le temperature da tenere.

Perché non tutti sentono il freddo allo stesso modo o alla stessa ora.

Fino ad oggi, l’antipatico sistema  di ripartizione per millesimi metteva a tacere tutti, lasciando tutti scontenti.

Oggi il sistema per pagare per quanto effettivamente si consuma in ogni appartamento c’è, anche per gli edifici condominiali con qualche annetto sulle spalle e quindi non aggiornati tecnologicamente.

E’ la ripartizione del calore che tramite una strumentazione di dimensioni e costi contenuti permette di regolare la temperatura e gli orari (quindi i consumi) in maniera indipendente per ogni stanza di ogni unità abitativa, trasmettendo i dati di consumo reale ad una centrale che calcola i costi del riscaldamento non più in millesimi ma in base al reale uso del riscaldamento.

In molte regioni italiane, come in molti paesi europei, il sistema è già obbligo.

Nel giro di un paio d’anni l’obbligatorietà si estenderà a tutto il territorio nazionale, per adeguarsi agli standard richiesti dall’Unione Europea.

Vale la pena iniziare a pensarci subito, per fare le cose con calma e quindi nel modo migliore.

L’utilizzo dei ripartitori di calore, oltre a consentire la libertà di scegliere quanto e quando scaldare il proprio appartamento, é un’ottima maniera per imparare a diventare consumatori responsabili.

Infatti, se ho a disposizione uno strumento che mi evidenzia che calando,   di un solo grado, la temperatura in casa posso risparmiare anche il 7%…beh, calo di un grado!

E con quello che risparmio mi rinnovo il guardaroba.

Se calo ulteriormente la temperatura, soprattutto quando non sono in casa, posso tranquillamente ottenere un risparmio effettivo anche del 40%.

E dato il peso sul bilancio familiare della voce riscaldamento é un risultato decisamente interessante.

A Verona c’è una realtà che dal 2009 lavora esclusivamente nell’installazione, gestione e contabilizzazione del calore nei condomini.

Si chiama LCP Verona, e fornisce preventivi e consulenze gratuite a chi ne fa richiesta.

Per maggiori info: www.lcpverona.it.

 

 

 

 

 


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